
Giovedì 25 febbraio 2010
Una conversazione con Hidetoshi Nagasawa
Palazzo Panella - via Matteotti, 53 – 25036 Palazzolo s/O (BS)
All’interno del ciclo di conferenze promosso dalla Fondazione Ambrosetti per l’Arte Contemporanea, giovedì 25 febbraio 2010 alle ore 21.00 si terrà presso Palazzo Panella l’incontro coordinato da Paolo Campiglio dal titolo “Una conversazione con Hidetoshi Nagasawa”, lo scultore giapponese che in questi giorni sta esponendo al Centro Culturale San Fedele di Milano nella mostra “Nel segno della Croce” realizzata per le celebrazioni del quarto centenario della morte del Padre missionario Matteo Ricci.
Nagasawa con il suo lavoro vuole farci “toccare” l’idea, l’intuizione dalla quale parte; questa intuizione gli appare nel momento in cui il mondo visibile e quello invisibile entrano in contatto, dilatando le percezioni spazio-temporali, cosa che può avvenire nel dormiveglia, nell’ebbrezza, nella meditazione; uno spazio Zen che unisce e separa il mondo visibile e quello invisibile, è dove lavora l’artista.
Come si può vedere dalla croce realizzata in marmo bianco di Carrara con giunture in argento posta a confronto con una Croce astile del ‘400 per la mostra milanese, le opere di Nagasawa sono evocative, con un forte valore simbolico, e in loro si fondono le eredità spirituali dell’Oriente (filosofia e pratica Zen) e dell’Occidente (Vecchio e Nuovo Testamento, psicanalisi).
Nagasawa della cultura Orientale ha conservato l’idea della Natura, della sua forza e del suo potere nonché il rapporto osmotico tra uomo e natura. Le opere rimandano ad una “natura altra” perché c’è sempre un lavoro di trasposizione, una realtà diversa, mitica, fiabesca; molte sono ispirate a “Angeli, Ali, Veli” che rappresentano la leggerezza spirituale, l’incontro tra l’umano e il divino: per coglierne il senso è necessario un punto di vista privilegiato (ali e angeli si comprendono come tali solo visti dall’alto). Il viaggio, simboleggiato dalla barca, è un viaggio mitico, un viaggio nello spazio e nel tempo, il viaggio tra l’Oriente e l’Occidente. La barca, tema di molte sculture ripetuto negli anni, diventa sempre più leggera e dal 1983 è una sagoma di tubi di alluminio vuota.
I suoi lavori hanno una logica interna, spesso spiazzante, e geometrie nascoste: Infatti si ispirano all’ordine della natura (cristalli, fiocchi di neve, ragnatele, fiori..) che è un ordine geometrico, una progressione di forme. Questo linguaggio geometrico si esprime con una progressione matematica, dove il numero 7 è ricorrente e rappresenta la totalità in movimento nella simbologia numerica orientale
I materiali, che hanno grande importanza (animismo orientale), sono diversi e sempre naturali; possono essere vergini (sassi, legni, ecc) e assumere una dimensione poetica, oppure avere già in sé una storia ed esser scelti per questa storia ( vecchie travi, infissi, ecc.).
La cultura e l’arte giapponese, strettamente legata alla filosofia Zen, permea profondamente il lavoro di Nagasawa, ma anche la cultura classica Occidentale, il Vecchio e il Nuovo Testamento.
Nel corso di trent’anni il lavoro di Nagasawa è cambiato si è trasformato, seguendo una naturale evoluzione. Figure mezzi, materiali e immagini variano nel corso del tempo per poi ripresentarsi a distanza di anni, ma il suo lavoro rimane saldamente ancorato ad una chiara e immutabile filosofia.
IMPORTANTE: In occasione della conferenza con Hidetoshi Nagasawa sarà possibile visitare la mostra “Regina. Futurismo, arte concreta e oltre”
Note biografiche
Hidetoshi Nagasawa nasce nel 1940 in Manciuria. Nel 1945 si trasferisce nel villaggio rurale di Kawashima, in Giappone. Laureato nel 1963 in Architettura e Design, trova lavoro in uno studio di architettura. Nel 1966 sposa Kimiko Ezaki e dopo pochi mesi parte dal Giappone in bicicletta dirigendosi verso Ovest: attraversa Thailandia, Malesia, India, Pakistan, Afghanistan, Persia, Iraq, Giordania, Libano, Siria e Turchia, passa dalla Grecia e giunge a Brindisi e risale l’Italia visitando Napoli, Roma e Firenze. Nell’agosto del 1967 arriva a Milano, dove si conclude il suo viaggio a causa del furto della bicicletta. Trova uno studio nel quartiere operaio di Sesto San Giovanni ed entra in contatto con un gruppo di artisti tra cui Castellani, Fabro, Nigro, Trotta e Ongaro; attratto dai numerosi stimoli che gli offre l’ambiente milanese, decide di rimanervi. E’ nel 1968 che l’attività artistica di Nagasawa acquisisce continuità e consapevolezza. Nel 1970 presenta la sua prima mostra personale alla galleria milanese Françoise Lambert e partecipa a una mostra collettiva sull’arte contemporanea giapponese presso il Solomon R. Guggenheim di New York. Nel 1971 avvia la sua produzione di sculture. Nel 1972 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel 1976 espone assieme a Luciano Fabro e Antonio Trotta nella mostra Aptico. Il senso della scultura a Verbania-Pallanza. Negli anni Ottanta il lavoro di Nagasawa subisce un ampliamento di scala che lo porta a creare ambienti al confine tra scultura e architettura; le sue opere diventano antigravitazionali, capaci di sfidare le leggi della fisica e la forza di gravità. Nel 1988 espone al PAC di Milano. Negli anni Novanta Nagasawa è presente in tutto il mondo in importanti appuntamenti nazionali e internazionali: a Kassel, per la IX edizione di Documenta nel 1992, alla Biennale di Venezia nel 1993 con una sala personale nel Padiglione Italiano e a Bologna nei locali di Villa delle Rose della Galleria d’Arte Moderna. Nello stesso anno in Giappone inaugura una mostra antologica presso il Museo Mito e nel 1996 espone in una personale alla Fondazione Mirò di Palma de Mallorca. Milano ospita nuovamente il lavoro di Nagasawa nel 2001 presso il Palazzo della Triennale e nel 2002 a Palazzo delle Stelline; nello stesso anno a Palazzo Pretorio di Certaldo viene presentata la mostra Giardino della casa del tè e nel 2003 a Modena espone presso il Caffè letterario, Giardino Palazzo Agazzotti. Nel 2006 partecipa alla XII Biennale internazionale di scultura di Carrara e l’anno successivo espone presso la Torre di Guevara a Ischia. Nel 2008 realizza l’opera Giardino rovesciato per il parco-museo della Villa medicea La Magia, a Pistoia, e partecipa alla XVIII Biennale Internazionale di Scultura a Carrara. A fine anno realizza per la galleria MarcoRossi artecontemporanea di Milano una nuova opera in marmo intitolata Albero di Farfalle. Il 2009 è invece l’anno di sei mostre itineranti che vedono Nagasawa ospite di alcuni tra i più importanti musei del Giappone, tra cui il National Museum di Osaka, percorso che si concluderà a giugno del 2010. A cavallo tra il 2009 e il 2010 poi l’artista viene invitato a partecipare alla rassegna Inspired by George Byron patrocinata dal Comune di Roma; da gennaio a marzo esporrà inoltre alla Galleria San Fedele di Milano una grande scultura di marmo bianco di Carrara ispirata al tema della croce.
Il suo lavoro è oggi presente in numerose ed importanti collezioni pubbliche e private in America, Belgio e Giappone, tra cui: FRAC, Fontevraud; Solomon R Guggenheim Museum, New York; Middelheim Museum, Anversa; The National Museum of Modern Art, Osaka; Museum of Contemporary Art, Hiroshima; Municipio Adachi-ku, Tokyo; Art Tower, Mito; Contemporary Art center, Mito.
Prossimi appuntamenti:
Da lunedì 18 gennaio fino al 9 aprile 2010
“Mostra Regina. Futurismo, arte concreta e oltre” a cura di Paolo Campiglio
Domenica 14 marzo
(Iscrizioni entro venerdì 12 marzo 2010)
Percorsi didattici in mostra
ore 14.30-16.15: Aerosculture indossate
ore 16.30-18.15: La leggerezza del fiore
Domenica 28 marzo
(Iscrizioni entro venerdì 26 marzo 2010)
Percorsi didattici in mostra
ore 14.30-16.15: Sculture di carta: il volto in maschera
ore 16.30-18.15: Suggestioni spaziali: il cosmo tra tecnologia e poesia
Venerdì 19 marzo 2010
Conferenza
Portare acqua a Venezia: Lucio Fontana e le Venezie
Luca Massimo Barbero (Direttore MACRO)
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