Data: 19 marzo - 6 aprile 2019
Ora: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00; sabato e domenica dalle 15.00 alle 19.00
Luogo: CMC Centro Cultural di Milano, Largo Corsia dei Servi 4

Tornare a dipingere nonostante una grave forma di maculopatia, quando gli occhi poco alla volta si spengono, escogitando una tecnica completamente nuova, trasformando radicalmente la propria pittura, a cominciare dal passaggio dai colori ad olio agli acrilici, di più rapida essicazione e maggiormente malleabili. Opere costruite prima nella mente per una pittura non più istintuale e di movimento, ma di composizione. Ugualmente intensa e potente.


“Quadri dipinti senza vedere i colori, ma solo ricordandone la forza e l’intensità…” Con queste parole il pittore milanese classe 1938 Giancarlo Cerri, da oltre dieci anni ipovedente, presenta la sua nuova mostra al Centro Culturale di Milano, in Largo Corsia dei Servi 4 dal 16 marzo al 6 aprile 2019, dal titolo più che mai evocativo: “I quadri dell’orbo”.

Curata da Stefano de Angelis, la mostra è stata realizzata in collaborazione con CBM Italia Onlus, l’organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.

Arte e solidarietà di nuovo insieme. Da tempo, infatti, CBM Italia Onlus racconta attraverso la bellezza dell’arte ciò che solitamente non è considerato bellezza: il buio della cecità e della disabilità. Dapprima con il “Blind Date”, il concerto al buio di Cesare Picco; dallo scorso anno con la collana editoriale edita con #logosedizioni e ora con la mostra di Giancarlo Cerri.

Le opere esposte saranno messe in vendita tutte allo stesso prezzo (1.500 euro) e il ricavato andrà a sostegno del programma di cura e prevenzione della retinopatia del prematuro in America Latina, dove CBM è presente in diversi Paesi come Bolivia, Paraguay e dal 2019 in Guatemala formando personale medico locale e fornendo strumenti per l’identificazione precoce e il trattamento della malattia. La cura della retinopatia è infatti una lotta contro il tempo: è necessario trattare tempestivamente con laserterapia i neonati malati per evitare che diventino ciechi per sempre.

La retinopatia del prematuro è la prima causa di cecità infantile evitabile in America Latina. Su 10 bambini ciechi, 4 lo sono proprio a causa di questa terribile malattia causata dalla prolungata esposizione all’ossigeno dell’incubatrice nei neonati pretermine. L’incontro con Giancarlo Cerri, dopo, e con suo figlio Giovanni, prima, rappresenta per CBM la possibilità di avvicinare il pubblico alla nostra mission attraverso uno strumento, l’arte, in cui crediamo particolarmente e tracciare così un ponte di solidarietà tra il Nord e il Sud del mondo” ha dichiarato Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus.

LA MOSTRA. Nata da un’idea di Stefano de Angelis Massimo Maggio, direttore di CBM Italia Onlus, la mostra presenta 21 opere, tutte delle stesse dimensioni (100×80), realizzate a partire dalla seconda metà del 2017, quando l’artista è riuscito a tornare a dipingere nonostante la grave maculopatia che lo affligge dal 2004 e che poco alla volta ha spento i suoi occhi, rendendolo quasi completamente cieco. Una malattia tremenda, vero e proprio calvario per chiunque, ancor più per un pittore che da sempre si affida allo sguardo e ai colori per interpretare e raccontare la vita.

Dodici anni fa, esattamente nel 2006, Giancarlo Cerri aveva dovuto infatti smettere di dipingere, non riuscendo più a distinguere i colori. Oggi, invece, si è rimesso davanti a una tela ed è tornato a dipingere, escogitando una tecnica che ha trasformato radicalmente la sua pittura, a cominciare dal passaggio dai colori ad olio agli acrilici, di più rapida essicazione e maggiormente malleabili. È stata una rivoluzione “copernicana” imposta dalla vita e fortemente voluta dall’artista: “La verità è che non mi sono mai arreso alla malattia, trovando alla fine una mia particolare tecnica che mi consente di tornare a dipingere, sia pure saltuariamente e limitatamente. Uso gli unici colori che in qualche modo ancora distinguo e che ricordo maggiormente, come il rosso, il giallo e il nero, oltre la bianco della tela

I nuovi lavori di Giancarlo Cerri, dipinti per lo più d’estate quando la luce del giorno è molto forte e lo aiuta a “vedere” meglio le ombre, sono stati “costruiti” con una tecnica molto particolare: con l’aiuto di alcune carte di varie misure posizionate sulla tela, a seconda dell’idea del quadro, si creano degli spazi geometrici all’interno dei quali l’artista dipinge. Si tratta dunque di opere che, prima di essere create cromaticamente sulla tela, vengono dipinte per “immaginazione compositiva”, attraverso una vera e propria architettura del quadro stesso, con colori acrilici usati in maniera cromaticamente timbrica, così come l’artista era solito fare quando lavorava unicamente con i colori a olio.

Il risultato sono quadri astratti di grandissimo impatto. Le opere di Giancarlo Cerri mantengono sempre le caratteristiche peculiari della suo “fare pittura”, ovvero ricerca continua, contrasti di forze contrapposte che reclamano il proprio spazio, sottrazioni alla ricerca dell’essenziale. Decisamente non più una pittura istintuale e di movimento, ma una pittura di composizione, ugualmente potente e intensa, e senza dubbio più moderna e contemporanea, sebbene nata nell’oscurità della luce.

Opere costruite prima nella mente, anche se in maniera differente da quella che potrebbe fare una persona vedente, ma che sottolineano una volta ancora come Giancarlo Cerri sia stato, ed è tutt’oggi, capace di leggere la società e le vibrazioni che quest’ultima trasmette, per il semplice fatto che, oggi come ieri, da vedente a disabile, non ha mai voluto rinunciare al linguaggio espressivo che ha accompagnato la sua vita per oltre cinquant’anni: la pittura.

Il catalogo della mostra presenta un contributo critico di Stefano Crespi.

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CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo. CBM Italia fa parte di CBM, organizzazione attiva dal 1908 composta da 10 associazioni nazionali (Australia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) e che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, di sviluppo ed educativo.  Dal 1989 CBM è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità. CBM opera nei Paesi nel Sud del mondo in sinergia con i partner locali in un’ottica di crescita e sviluppo locale. Lo scorso anno ha raggiunto oltre 35 milioni di persone attraverso 530 progetti in 54 Paesi di tutto il mondo.

Comunicato stampa